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Bando motori diesel: dove e da quando si applicherà in Europa

25 gennaio 2018

Il manifesto a salvaguardia dell’ambiente e della salute, tradotto nel bando dei motori diesel, sta incontrando sempre più consenso da parte dei principali stati europei.
Sicuramente non pensava a un giorno come questo l’ingegnere tedesco Rudolf Christian Karl Diesel quando sviluppò, e in seguitò brevettò a fine Ottocento, il sistema di propulsione che ancor oggi è conosciuto con il suo cognome.
Vediamo quali politiche specifiche in materia sono state annunciate nel Vecchio Continente, tracciando una sorta di “linea del tempo” che corre come un filo rosso intorno a realtà territoriali diverse per storia e per cultura.

2025: NORVEGIA
È il paese scandinavo quello più vicino a tramutare in realtà la messa al bando degli autoveicoli con motori alimentati a gasolio. Parliamo infatti del 2025, ossia tra soli sette anni.
La sensibilità verso le tematiche green non costituisce affatto una novità per quest’area del Nord Europa, dove già oggi 1 auto nuova immatricolata su 3 è elettrica (contano gli importanti sgravi fiscali concessi), nonostante la Norvegia rappresenti il maggior produttore continentale di petrolio.

2025: OLANDA
Sulla scia dei sudditi di Re Harald V si pone il “Paese dei Tulipani”, anche se la disposizione che prevede il bando dei motori diesel dal 2025 non si è ancora tramutato in legge.
Oltre che alla vendita dei veicoli con propulsore termico, si pensa di applicare il provvedimento, a partire dal 2035, anche alla loro circolazione. Si noti che l’Olanda è, dopo la Norvegia, lo stato con il maggior veicoli 100% zero emissioni sulle proprie strade.

2030: GERMANIA
Cinque anni in più di tolleranza (siamo quindi al 2030) è la proposta avanzata dal Consiglio Federale (Bundesrat) tedesco prima di dichiarare conclusa l’era dei motori diesel.
Il paese da cui è partito lo scandalo che ha investito direttamente il principale gruppo costruttore nazionale sarebbe pronto a convertire l’intera produzione automotive, “elettrificandola” o sposando la tecnologia fuel cell (dove la spinta del motore elettrico è garantita dall’idrogeno). Dalla Germania è partito inoltre un invito alla Commissione Europea affinché adotti risoluzioni volte a contenere la commercializzazione di autoveicoli con motore tradizionale.

2040: FRANCIA
Anche all’ombra della Tour Eiffel il conto alla rovescia è già iniziato. Entro il 2040 spariranno dal mercato transalpino tutti i modelli di autoveicolo con serbatoio a gasolio.
Non solo. Per bocca del Ministro dell’Ecologia Nicolas Hulot, il governo francese ha dichiarato che bloccherà l’estrazione di petrolio e che entro il 2022 chiuderà le centrali elettriche a carbone.
L’obiettivo del Governo Macron è di trasformare entro il 2050 la Francia in un paese “carbon free” (ossia, con emissioni di Co2 totalmente azzerate).

2040: REGNO UNITO
Il territorio d’oltremanica ha appoggiato la linea dura francese, dichiarando guerra al diesel. Entro il 2040 non potranno più essere acquistate auto con serbatoio a gasolio, mentre dieci anni più tardi (2050) scatterà il divieto di circolazione per i mezzi che presentino questa soluzione a bordo.
Il provvedimento si inserisce nel contesto di un piano strategico attraverso cui il Governo di Londra vuole combattere i cambiamenti climatici in atto, contribuendo a migliorare la qualità dell’aria nelle sue metropoli dal traffico densamente congestionato, a partire dalla capitale Londra.

LA SITUAZIONE IN ITALIA
Nel nostro Paese, in verità, non si dà conto al momento di decisioni ufficiali concernenti il divieto di vendere veicoli con motori alimentati a gasolio.
La scorsa estate, tuttavia, tutti i membri appartenenti a due Commissioni del Senato (Ambiente e Lavori Pubblici) hanno votato a favore di una risoluzione che impone all’esecutivo la presa in esame della possibilità di allinearsi a quanto hanno deliberato le vicine Francia e Regno Unito.

LE DISPOSIZIONI SOLO LOCALI
Da controllare con attenzione è anche la situazione in Danimarca, dove il Sindaco di Copenaghen Frank Jensen ha proposto di impedire la circolazione in città ai veicoli con motore a gasolio già a partire dal primo gennaio 2019.
Altre importanti metropoli europee hanno disposto misure anti-diesel. Si tratta di Atene, Madrid e Parigi, dove sarà vietata la circolazione dal 2025.

I “BLOCCHI” E LA SCELTA DI TOYOTA
Queste notizie circolano tra gli addetti ai lavori e il pubblico mentre il problema dell’inquinamento atmosferico sembra ben lungi dall’aver trovato una soluzione.
Per contrastarlo in Italia si continua a far ricorso allo strumento del blocco della circolazione (è di pochi giorni fa l’ultima “domenica ecologica” a Roma). Soluzione che tuttavia parrebbe poco efficace ai fini del risultato inseguito.
Sempre nel nostro Paese ha suscitato un certo “terremoto” il recente annuncio di Toyota Italia, che ha eliminato dal listino “passenger car”, dal primo gennaio 2018, le motorizzazioni diesel.
La disposizione non si applica per il momento alla gamma dei veicoli commerciali e dei fuoristrada. Ma dalla Casa costruttrice che per prima nel 1997 ha creduto nell’ibrido possiamo legittimamente attenderci altre possibili sorprese.